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A proposito del venditore

Mariano dal Forno anno 1954, vive e lavora nel suo paese natale Cellore d’Illasi in provincia di Verona.

Frequenta il liceo artistico Boccioni di Verona e si laurea in architettura a Venezia. Docente di disegno e storia dell’arte. Nel corso degli anni diverse e molteplici esperienze e l’influenza della pittura tonale veneta hanno caratterizzato la sua produzione artistica, concentrata particolarmente sulla scomposizione e aggregazione delle forme, attraverso la linea con l’utilizzo di gradazioni cromatiche in successione luminosa dai toni chiari ai più scuri. La tecnica utilizzata è quella dei colori a tempera stesi su tavola di pioppo. L’elemento visuale che unisce tutte le altre componenti è la linea, che con diversi spessori circoscrive i vari soggetti, spesso ispirati dalla natura e dall’uomo. Il suo viaggio creativo concepisce immagini che spaziano in una dimensione del proprio sentire, diventano concrete ricomponendosi in strutture soprattutto bidimensionali, formando una tessitura visuale che porta come risultato finale l’opera realizzata. Dal Forno può vantare, nella sua lunga carriera artistica di numerose esposizioni nazionali ed internazionali, ha allestito mostre personali e collettive. Molte sue opere sono pubblicate in rinomati cataloghi accompagnate da recensioni critiche di autorevoli personalità tra cui il Prof. Sgarbi e  Paolo Levi.  Nominato presidente dell’Associazione Culturale Cellarius, ha collaborato con alcune riviste pubblicando recensioni e articoli di storia dell’arte prodigandosi ad un percorso di divulgazione delle opere d’arte presenti nel suo territorio d’origine  con conferenze e con la pubblicazione di due libri. Paolo Rizzi  nel 1988  di lui scrive  “… di certo la pittura di Dal Forno, risente del suo essere architetto, infatti la pulizia delle forme, la perfetta scansione degli spazi, la stessa precisa stesura del colore (ricorda i disegni colorati di John Ruskin) denota una “professionalità” attenta e allenata..” e ancora il Prof. Sgarbi: “ niente può essere più com’era inizialmente, malgrado nulla sia stato annullato o omologato per arrivare alla rinascita. Chissà che con le sue invenzioni Dal Forno non miri a quella che l’immaginifico Apollinare chiamava quatrième dimension, superando  in tal modo la soglia dell’infinito”.

 

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