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A proposito del venditore

Raffaele Ferrante nasce a Napoli nel 1970. Frequentando i laboratori teatrali, a metà degli anni Novanta conosce Francesco De Fraia e Domenico Manfredi, con i quali forma il noto trio comico “I Ditelo Voi”, e conquista l’attenzione e l’affetto del pubblico in spettacoli teatrali e programmi televisivi nazionali come Uno di noi e Made in Sud. Attore, comico, regista e sceneggiatore, Raffaele Ferrante ha saputo coltivare con costanza anche un altro lato artistico, più intimo. L’amore per la pittura, ispiratogli dal padre, il poeta Giovanni Ferrante, diventa per lui un motivo di dialogo e incontro con la figura paterna.

La sua predilezione per i materiali densi e pastosi, così come la volontà di modellare rievocazioni classiche sul linguaggio contemporaneo si rivelano nella recente personale itinerante Passione materica (2020). Qui, il curatore Augusto Ozzella nota come la sua arte sia partecipazione ed esigenza di condivisione. «I riferimenti a Napoli, ai grandi del passato, e la voglia di plasmare la materia per rendere un’idea in concetto sono gli elementi che mi hanno portato a condividere l’arte di questo eclettico artista multidisciplinare» afferma. Olii, smalti, acrilici, tele, plexiglas… la spinta alla sperimentazione si tramuta in un respiro figurativo.

Raffaele Ferrante osserva la realtà quotidiana con occhio accorto, scandaglia l’inconscio per riemergerne con un messaggio luminoso, talmente concreto da farsi richiamo, un appello così forte da spingere all’azione. «Spesso chi osserva i miei quadri esprime la tentazione di toccarli, tanta è la materia che amo plasmare – spiega l’artista – allora lo incito a toccare le mie opere. Mi piace che ci sia interazione tra la mia arte e l’osservatore». Una complicità di linguaggi e di passioni che si colora di una velatura a tratti umoristica, a tratti sentimentale, come rivela lui stesso. «Forse il teatro, forse il fumetto, forse l’amore e forse mio padre… Ritengo la pittura la forma d’arte più silenziosa e incisiva nelle sue infinite rappresentazioni». Raffaele Ferrante ne raccoglie le vesti classiche, le appunta sulla tela, come si trattassero di veli che, una volta scostati, consentano di proiettarsi in luoghi e tempi che sfuggono la logica umana. Succede a questo punto che «la percezione e il sentimento si fondono in un unico momento per lo spettatore, mentre l’artista passa dal momento focale profondo al distacco completo fino all’appagamento, fino alla sua giusta conclusione». Percezione e sentimento trovano vigore, sempre stando alle parole dell’artista, in passione e materia che coesistono nell’atto creativo, sono l’afflato che comprende le esperienze del pittore per tradurle in opera. Nei suoi lavori, Raffaele Ferrante dà voce a ciò che ama: il teatro, il fumetto, la famiglia, la moglie, il legame sempre vivo con il padre. Ecco dunque che la scelta delle tele, delle tecniche, dei soggetti e della materia non viene mai lasciata al caso, anzi. «A volte – ci confida l’artista – credo che durante la creazione di un’opera io uso l’intuito e il pensiero lo lascio alla materia».

A questo pensiero, rafforzato dal sentimento e dal ricordo, Raffaele Ferrante ci ricongiunge.

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