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Perché partecipare alla mostra “Arte in Provenza”?

Pubblicato il2 Anni fa

Ce lo chiedono in tantissimi.
Perché partecipare a una rassegna a Marsiglia, a giugno, per una settimana?

Abbiamo dato la parola agli organizzatori dell’evento: i motivi sono due, ma c’è un ulteriore elemento da considerare. Vediamoli assieme al direttore artistico Giuseppe Quartieri e alla direttrice e gallerista di Patty’s Art Gallery Patrizia Stefani. E, già che ci siamo, approfittiamone per conoscerli meglio.

Giuseppe Quartieri

Perché prendere parte ad Arte in Provenza

Secondo lo scrittore e teorico d’arte Giuseppe Quartieri, qui in veste di direttore artistico, bisogna tenere in considerazione due fattori.

Il primo consiste nella volontà di scoprire nicchie sconosciute. Marsiglia, ad esempio, pur non essendo la prima città a venire alla mente per l’arte, presenta un fermento culturale importante, tanto da portare a rivalutare soprattutto negli ultimi anni il museo e gli altri monumenti storici.

Patty’s Art Gallery porta gli artisti a Marsiglia, in un luogo diverso, porta l’arte in una nazione e in un contesto culturale diversi.

Qui subentra il secondo motivo, che Giuseppe Quartieri ci spiega con molta chiarezza: “So perfettamente quanto il contesto sia diverso, so di cosa si tratta. È una sfida portare l’arte in un luogo differente, anche se l’arte accomuna tutti”. E sottolinea: “L’obiettivo rimane la promozione degli artisti, assieme al tentativo di far capire (non solo al pubblico francese) come l’arte possa plasmarsi in ogni luogo e in ogni forma”.

L’augurio che fa agli artisti selezionati, però, è di ritornare con una valigia di esperienze che arricchiscono.


Patrizia Stefani

Il futuro dopo la mostra

A rivelare l’ulteriore motivo per non perdersi “Arte in Provenza” è Patrizia Stefani, gallerista e direttrice di Patty’s Art Gallery.

Con lo spirito imprenditoriale che la contraddistingue, punta lo sguardo già oltre la mostra e indica i punti cardine che hanno dato origine a Patty’s Events e alla kermesse.

Incrociamo allora intenti e valori in una “mappa” che non rimane più solo concettuale. Come spiega Patrizia Stefani, verrà fatto un catalogo che non rimarrà fine a sé stesso. Questo perché sarà messo in vendita online e anche nelle successive mostre. In questo modo gli artisti, che vengono effettivamente selezionati tra tanti (tiene a sottolineare), avranno sempre la possibilità di essere messi in risalto.

A riprova di questa volontà, Patty’s Art Gallery mette in gioco le collaborazioni con architetti e studi di design, dove i cataloghi potranno essere visti e sfogliati dai clienti. L’idea alla base di Patty’s Events e quindi della mostra “Arte in Provenza” è quella di raccogliere tutte le esperienze passate per offrire solo il meglio.

Un meglio che, come accennava poco fa, parte sì dal passato ma anche da un'operazione di selezione rigorosa: "Abbiamo dovuto dire di no a molti artisti per poter coltivare la rosa a cui pensiamo di riservare il posto migliore". 

E Marsiglia si presta benissimo come piattaforma di lancio: è una città frizzante, dove non manca l’afflusso turistico. Un’affluenza che può far solo bene agli artisti e alla mostra.

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